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È possibile gestire una “proprietà” con “libertà”, cioè senza appropriarsene, e con “cura”, cioè con responsabilità? A modello di tale necessità e possibilità è stato assunto Francesco D’Assisi con la sua scelta di vivere “senza nulla di proprio”.
On bookstores from April 24th
È possibile gestire una “proprietà” con “libertà”, cioè senza appropriarsene, e con “cura”, cioè con responsabilità? A modello di tale necessità e possibilità è stato assunto Francesco D’Assisi con la sua scelta di vivere “senza nulla di proprio”.
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Cosa significa veramente essere liberi in un mondo ossessionato dal possesso e dalla scalata sociale? In questo saggio profondo e illuminante, Pietro Maranesi, frate cappuccino, teologo e tra i maggiori esperti della vicenda umana e spirituale di Francesco d’Assisi, rilegge la figura del Santo: non solo un uomo che ha scelto la povertà, ma un rivoluzionario che nel vivere sine proprio (senza nulla di proprio) ha scoperto la chiave per una libertà responsabile, autentica e “leggera”. Nella storia delle società umane come noi le conosciamo, la questione della proprietà personale e privata è strettamente legata alla questione del potere. Possedere qualcosa – case, terreni, oggetti, denaro – impone di poter mantenere e difendere quel che si possiede, creando così uno stretto rapporto di mutua dipendenza: la proprietà, con l’onore che ne consegue, chiede “potere” per essere difesa e dà “potere” per essere accresciuta. Anche Francesco d’Assisi, il Santo che la storia e la fede tramandano come colui che ha rifiutato di possedere beni terreni, ha vissuto profondamente questo intreccio, tanto da sperimentarne ogni difficoltà. In quel giovane, figlio di un ricco mercante, avviene il rovesciamento radicale delle “normali” prospettive esistenziali: una scelta da lui avvertita come unica soluzione per liberarsi dalle conseguenze spietate e spesso violente imposte dalla gestione della proprietà mediante l’esercizio del potere. Questo testo è una guida sapienziale per chiunque cerchi di conciliare libertà e responsabilità nella gestione dei propri “beni”, materiali o spirituali che siano. Un viaggio alle radici dell’umano, per scoprire che la vera ricchezza inizia dove finisce il desiderio di possedere.
Dalla postfazione di Massimo Mercati:
“Il sine proprio è diventato uno dei messaggi più importanti della dottrina francescana, capace di arrivare fino a noi e che questo libro approfondisce. È da questa idea che nulla ci appartiene che discende infatti la coscienza del nostro essere parte della natura, non proprietari, bensì custodi del mondo attorno a noi. Francesco per sua volontà dipende integralmente dagli altri, non ha nulla se non la libertà che apre alla relazione. Una libertà vista come interdipendenza fra tutte le creature e in particolare fra gli uomini. La logica della proprietà e del possesso come dominio viene negata alla radice attraverso il rifiuto di Francesco, che abbandona la “roba” del padre e si allontana dal perverso percorso di appropriazione e potere cui era destinato. Ma nella povertà di Francesco non si deve leggere, come ci spiega Pietro Maranesi, il rifiuto di ogni forma di proprietà o di possesso, piuttosto un ribaltamento logico in cui proprietà e possesso vengono messi al servizio del bene comune.”
Pietro Maranesi, frate cappuccino, è rettore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Assisi e docente di Teologia dogmatica e Francescanesimo all’Istituto teologico di Assisi. Tra le sue numerose pubblicazioni ne ricordiamo solo alcune: Facere Misericordiam (Porziuncola, 2007), Francesco di Assisi e i Frati Minori (Cittadella, 2012), La clausura di Chiara d’Assisi (Porziuncola, 2018), La verità di Nicodemo (Cittadella, 2019). La fragilità in Francesco d’Assisi (EMP, 2018); Caro Leone ti scrivo. Gli autografi di Francesco: memoria di una grande amicizia (EMP, 2020); Francesco fratello di tutti. La fraternità nella proposta del Santo di Assisi (Cittadella, 2021); La via di frate Francesco. Gli ultimi tre anni della vita del santo (EMP, 2023). Per Aboca edizioni ha pubblicato Francesco e il lupo. Strategie politiche per una società più inclusiva (2020).
Cosa significa veramente essere liberi in un mondo ossessionato dal possesso e dalla scalata sociale? In questo saggio profondo e illuminante, Pietro Maranesi, frate cappuccino, teologo e tra i maggiori esperti della vicenda umana e spirituale di Francesco d’Assisi, rilegge la figura del Santo: non solo un uomo che ha scelto la povertà, ma un rivoluzionario che nel vivere sine proprio (senza nulla di proprio) ha scoperto la chiave per una libertà responsabile, autentica e “leggera”. Nella storia delle società umane come noi le conosciamo, la questione della proprietà personale e privata è strettamente legata alla questione del potere. Possedere qualcosa – case, terreni, oggetti, denaro – impone di poter mantenere e difendere quel che si possiede, creando così uno stretto rapporto di mutua dipendenza: la proprietà, con l’onore che ne consegue, chiede “potere” per essere difesa e dà “potere” per essere accresciuta. Anche Francesco d’Assisi, il Santo che la storia e la fede tramandano come colui che ha rifiutato di possedere beni terreni, ha vissuto profondamente questo intreccio, tanto da sperimentarne ogni difficoltà. In quel giovane, figlio di un ricco mercante, avviene il rovesciamento radicale delle “normali” prospettive esistenziali: una scelta da lui avvertita come unica soluzione per liberarsi dalle conseguenze spietate e spesso violente imposte dalla gestione della proprietà mediante l’esercizio del potere. Questo testo è una guida sapienziale per chiunque cerchi di conciliare libertà e responsabilità nella gestione dei propri “beni”, materiali o spirituali che siano. Un viaggio alle radici dell’umano, per scoprire che la vera ricchezza inizia dove finisce il desiderio di possedere.
Dalla postfazione di Massimo Mercati:
“Il sine proprio è diventato uno dei messaggi più importanti della dottrina francescana, capace di arrivare fino a noi e che questo libro approfondisce. È da questa idea che nulla ci appartiene che discende infatti la coscienza del nostro essere parte della natura, non proprietari, bensì custodi del mondo attorno a noi. Francesco per sua volontà dipende integralmente dagli altri, non ha nulla se non la libertà che apre alla relazione. Una libertà vista come interdipendenza fra tutte le creature e in particolare fra gli uomini. La logica della proprietà e del possesso come dominio viene negata alla radice attraverso il rifiuto di Francesco, che abbandona la “roba” del padre e si allontana dal perverso percorso di appropriazione e potere cui era destinato. Ma nella povertà di Francesco non si deve leggere, come ci spiega Pietro Maranesi, il rifiuto di ogni forma di proprietà o di possesso, piuttosto un ribaltamento logico in cui proprietà e possesso vengono messi al servizio del bene comune.”
Pietro Maranesi, frate cappuccino, è rettore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Assisi e docente di Teologia dogmatica e Francescanesimo all’Istituto teologico di Assisi. Tra le sue numerose pubblicazioni ne ricordiamo solo alcune: Facere Misericordiam (Porziuncola, 2007), Francesco di Assisi e i Frati Minori (Cittadella, 2012), La clausura di Chiara d’Assisi (Porziuncola, 2018), La verità di Nicodemo (Cittadella, 2019). La fragilità in Francesco d’Assisi (EMP, 2018); Caro Leone ti scrivo. Gli autografi di Francesco: memoria di una grande amicizia (EMP, 2020); Francesco fratello di tutti. La fraternità nella proposta del Santo di Assisi (Cittadella, 2021); La via di frate Francesco. Gli ultimi tre anni della vita del santo (EMP, 2023). Per Aboca edizioni ha pubblicato Francesco e il lupo. Strategie politiche per una società più inclusiva (2020).
Release date: 2026
Dimensions: cm 15 x 22,5
Pages: 168
Language: Italian
Release date: 2026
Dimensions: cm 15 x 22,5
Pages: 168
Language: Italian