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Famiglia: Ulmaceae. Genere: Ulmus. Specie: U. minor. Albero deciduo, con corteccia inizialmente liscia e grigia e quindi fessurata e di colore bruno. I rami portano spesso delle creste sugherose longitudinali

Famiglia: Ulmaceae. Genere: Ulmus. Specie: U. minor. Albero deciduo, con corteccia inizialmente liscia e grigia e quindi fessurata e di colore bruno. I rami portano spesso delle creste sugherose longitudinali

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Sku: LIBOLMOGRA
ISBN/EAN: 9788898881949

Available on e-book at €9,99

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La storia di un albero – il gigantesco olmo del titolo – ultimo protagonista di una saga famigliare in dissoluzione, rende qui evidente il legame profondo che c’è tra la vita umana e quella delle piante.

L’industria è arrivata tardi in quella campagna friulana, dove gli alberi e le piante da frutto hanno intrecciato la loro vita a quella delle persone e delle famiglie, alla loro storia. è arrivata a cose fatte, quando già era in atto la profonda trasformazione del paesaggio. Nel giro di pochi anni tutto è cambiato.
Questo libro racconta la violenza della tecnologia che annienta un paesaggio e la persuasione delle nuove prospettive di vita che si impongono con il loro formidabile potere di attrazione. Attraverso memorie, riflessioni e racconti, Gian Mario Villalta ripercorre il senso di uno sradicamento, subito come violazione e allo stesso tempo con la contraddittoria certezza che un mondo nuovo può portare opportunità e miglioramenti.
La storia di un albero – il gigantesco olmo del titolo – ultimo protagonista di una saga famigliare in dissoluzione, rende qui evidente il legame profondo che c’è tra la vita umana e quella delle piante. Sarà infatti quest’albero secolare a dare impulso a una nuova, diversa ricerca di verità sulla relazione tra la vita e la memoria, i legami affettivi e quelli con la terra dove vivere i propri giorni.

Gian Mario Villalta ha scritto poesie (ricordiamo Vanità della mente, Premio Viareggio 2011 e Telepatia, Premio Carducci 2016). Alla poesia ha inoltre dedicato attenzione critica con numerosi interventi su rivista, nel web e nel volume Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia contemporanea (Rizzoli 2005); un’esperienza importante è stata la cura del “Meridiano” Andrea Zanzotto, Le poesie e prose scelte (con Stefano Dal Bianco), e del doppio Oscar che raccoglie gli Scritti sulla letteratura del grande poeta veneto. Il suo ultimo romanzo, Bestia da latte (SEM 2017) trova in questo libro un suo inatteso compimento.

La storia di un albero – il gigantesco olmo del titolo – ultimo protagonista di una saga famigliare in dissoluzione, rende qui evidente il legame profondo che c’è tra la vita umana e quella delle piante.

L’industria è arrivata tardi in quella campagna friulana, dove gli alberi e le piante da frutto hanno intrecciato la loro vita a quella delle persone e delle famiglie, alla loro storia. è arrivata a cose fatte, quando già era in atto la profonda trasformazione del paesaggio. Nel giro di pochi anni tutto è cambiato.
Questo libro racconta la violenza della tecnologia che annienta un paesaggio e la persuasione delle nuove prospettive di vita che si impongono con il loro formidabile potere di attrazione. Attraverso memorie, riflessioni e racconti, Gian Mario Villalta ripercorre il senso di uno sradicamento, subito come violazione e allo stesso tempo con la contraddittoria certezza che un mondo nuovo può portare opportunità e miglioramenti.
La storia di un albero – il gigantesco olmo del titolo – ultimo protagonista di una saga famigliare in dissoluzione, rende qui evidente il legame profondo che c’è tra la vita umana e quella delle piante. Sarà infatti quest’albero secolare a dare impulso a una nuova, diversa ricerca di verità sulla relazione tra la vita e la memoria, i legami affettivi e quelli con la terra dove vivere i propri giorni.

Gian Mario Villalta ha scritto poesie (ricordiamo Vanità della mente, Premio Viareggio 2011 e Telepatia, Premio Carducci 2016). Alla poesia ha inoltre dedicato attenzione critica con numerosi interventi su rivista, nel web e nel volume Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia contemporanea (Rizzoli 2005); un’esperienza importante è stata la cura del “Meridiano” Andrea Zanzotto, Le poesie e prose scelte (con Stefano Dal Bianco), e del doppio Oscar che raccoglie gli Scritti sulla letteratura del grande poeta veneto. Il suo ultimo romanzo, Bestia da latte (SEM 2017) trova in questo libro un suo inatteso compimento.

Anno di pubblicazione 2019
Formato cm 14 x 19
Pag. 224

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